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La Magia: l’arte di dominare le energie

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La magia può essere definita l’arte di dominare le energie e le leggi della natura con la forza volitiva del pensiero, particolarmente espresso attraverso formule e riti. Come tale è arte antichissima e, con ogni probabilità, costituì il primo atteggiamento dell’uomo di fronte all’esistenza.
Uno dei maggiori studiosi d…ella magia, J.G.Frazer, ne mise in rilievo i due postulati fondamentali:
1) Il simile agisce sul simile,
2) Il contiguo agisce sul contiguo.
Per questo il cacciatore primitivo si riveste delle pelli dell’animale che vuole cacciare, e per questo tutti i popoli primitivi sono convinti che il possedere un qualsiasi frammento di una persona (capelli, ritagli di unghie, saliva, escrementi ecc.) permetta, agendo su di esso, di agire in eguale tempo sul suo possessore in bene o in male.
I due postulati si possono ridurre ad uno solo: l’analogia. In senso lato la magia può essere definita una forma analogica di conoscenza e d’azione, fondata cioè sull’associazione d’idee.
Gli studi sul paranormale hanno dimostrato in ogni caso un certo fondamento sulla concezione magica. Noi sappiamo oggi, ad esempio, che la volontà conscia o inconscia può agire sulla salute del corpo e guarire malattie o provocarle.
Gli amuleti e i riti dei maghi possono essere considerati appoggi con i quali essi sostengono le loro facoltà guaritrici o lesive. Magia Bianca, Rossa, Nera La magia solitamente è conosciuta in tre forme cui si danno tre colori: bianco, rosso e nero, ma va precisato che la divisione indica solo l’uso che è fatto della magia e non le sue implicazioni morali, etiche o fenomeniche. Magia bianca E’ chiamata magia bianca quell’insieme di riti volti a beneficare una persona verso cui si agisce, senza che nessun altro abbia del danno o una costrizione per quest’operazione.
Tutta la liturgia cattolica, per esempio, è imperniata su questa forma; le preghiere di invocazione per noi o per altri, la Messa e gli stessi sacramenti hanno complessi rituali che attingono direttamente o indirettamente da una tradizione che va ben oltre la nascita di questa religione. La pratica della pranoterapia o le guarigioni nelle varie forme paranormali, sono tutte operazioni, anche se non consapevoli, di magia bianca.
Va detto che ogni rito di magia bianca deve avere in sè, come componente indispensabile, sempre un atto d’amore, e più questo atto sarà scevro da sentimenti egoistici o secondi fini, più sarà efficace; altrimenti tutto si svuoterà in uno sterile movimento di pensiero che non si allontanerà di un palmo dalla fonte che l’avrà prodotto. Magia rossa La magia rossa è volta a manipolare le leggi fisiche per influire su un evento o una situazione come, ad esempio, far piovere, far crescere meglio le piante ecc.
Sono famosi i rituali indiani per la danza della pioggia, o la crescita miracolosa di fiori e ortaggi ottenuta a Findhorn in Scozia.
E’ anche magia rossa l’esercizio di alcuni poteri paranormali come la telecinesi, gli apporti, gli asporti, le materializzazioni ecc..
Magia Nera La magia nera è volta a beneficare una persona a danno di un’altra o di altre su cui solitamente si opera.
Per danno s’intende anche la limitazione nella libertà di agire e decidere, un’inibizione all’espressività che, anche se ritenuta negativa, fa parte della natura di quell’individuo.
Un legame d’amore, per esempio, è un atto di magia nera, in quanto costringe una persona ad un sentimento che non gli appartiene. Così le varie preghiere e invocazioni affinchè una persona cambi le proprie idee o il proprio comportamento, per quanto dettato da buone intenzioni, rimangono nella categoria della magia nera.
Quest’ultima affermazione potrebbe lasciare perplesso qualcuno e certo andrebbero fatti dei distinguo, ma questi rispecchierebbero le leggi e le morali umane, non mai quelle universali e divine. Immaginiamoci che un nostro conoscente di religione islamica si mettesse a pregare affinchè cambiassimo le nostre idee “blasfeme” e abbracciassimo “la vera fede”. Se queste invocazioni avessero il loro effetto e obbedissero ai veri principi delle leggi della magia, ci troveremmo a adorare Allah con tutte le conseguenze che quella religione impone.
Lo stesso vale per le ideologie politiche, morali e comportamentali. Meglio che ognuno possa esprimere se stesso istruito e sorretto dalla propria coscienza per debole e povera che sia, perchè mai uomo, seppure illuminato e con tutte le buone intenzioni possibili, potrà indurre giustamente a un comportamento che possa rispettare il vero equilibrio di una creatura.
La magia nera si può definire la religione della morte, del disequilibrio di altri per il falso equilibrio del proprio potere.
Eliphas Levi scrive che in religione è la fede che salva, e in magia nera è la fede che uccide. La potenza di un operatore di magia bianca e uno di magia nera, può essere la stessa; sennonché il mago bianco si tiene stretto all’albero quando taglia il ramo; il mago nero si tiene stretto al ramo stesso che intende tagliare.
Chi si dedica alla magia nera consapevolmente, ha abbracciato una fede che vede il diavolo come fonte prima del proprio potere, ed è lui che è evocato e supplicato affinchè ogni operazione possa avere effetto; e il diavolo in fondo è la Bestia che ogni uomo evoca in se stesso nel momento in cui opera in tal modo. Il guaio è che ogni evocazione sarà vana se il mago prima non avrà condannato la sua stessa anima sacrificando la propria libertà e la propria ragione.
Per fortuna gli operatori di questi riti di magia nera sono quasi sempre innocenti per ignoranza. Essi fanno, è vero, appello alla Bestia, ma non è la bestia feroce che vogliono asservire ai loro desideri; essi domandano soltanto qualche consiglio alla bestia stupida per aiutare la loro stessa stupidità.
Temere la magia nera significa, prima di tutto, temere se stessi, ed essere così mancanti di fede nell’amore divino, da doversi domandare perchè mai, allora, stiamo ponendo così tanta fede nel male.
Si parla troppo di magia nera per quanto poca ce né sia veramente; e tanto poco di magia bianca, per quanto essa sia invece il fondamento della vera arte magica e prorompente in tutti i fenomeni della vita e della natura.

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Vari tipi e tecniche di Magia pratica e Ritualistica

Vari tipi e tecniche di Magia pratica e Ritualistica

Con il termine magia molto spesso si tende a indicare tutto ciò che non è scientificamente spiegabile. Basti pensare cosa sarebbe capitato andando per esempio 2000 anni nel passato, e una persona fosse stata vista girare in una normalissima automobile, le persone non sapendo spiegare quel fenomeno con la propria conoscenza, lo avrebbero attribuito alla magia. O ancora andare nella preistoria con una torcia, i nostri antenati ci avrebbero considerato dei in grado di manipolare il giorno e la notte. Dalla maggior parte delle persone però la magia viene vista come una cosa distinta e separata dalla scienza quindi tende ad attribuirvi tutti i fenomeni di cui non riesce a capacitarsi. Una prima distinzione che viene generalmente fatta è quella tra magia bianca e magia nera, a seconda che i fini dell’operatore siano benefici o malvagi, e se nella sua pratica possono essere coinvolte delle entità positive (angeli, divinità, spiriti degli antenati, animali totemici) o negative (demoni); questa distinzione non viene però accettata da tutti, infatti alcuni operatori considerano la magia neutra in se’ stessa, da questi infatti essa viene considerata come il fuoco che a seconda di come viene usato può risultare molto utile e benefico, oppure altamente distruttivo.

Esiste inoltre un insieme di nozioni e pratiche facenti capo ad una categoria intermedia denominata magia rossa che non può essere definita ne buona né cattiva, ma indirizzata ad ottenere uno scopo personale, il più delle volte a carattere sentimentale.

La scienza magica agisce in genere attraverso simboli, siano essi parole, pensieri, figure, gesti, danza o suoni, e strumenti vari. Solitamente viene però sottolineato che lo strumento primario della magia è la mente dell’operatore e tutto il resto gli serve per focalizzare meglio il suo intento.

Le tecniche magiche possono essere raggruppate convenzionalmente in cinque categorie:

  1. La cosiddetta magia simpatica o d’incanalamento, in cui l’effetto magico è perseguito tramite l’utilizzo di immagini od oggetti che possono essere usati, ad esempio come rappresentazione simbolica della persona cui si vuole fare del bene o si vuole nuocere, oppure per rappresentare lo scopo che ci si prefigge (ad esempio con l’uso di amuleti e talismani).
  2. La magia da contatto è caratterizzata dalla preparazione di pozioni e filtri magici, sacchettini da indossare, talismani o amuleti da portare con sé, creati utilizzando oggetti ed ingredienti più o meno naturali.
  3. La terza forma di pratica magica è l’incantesimo, che agisce tramite parole (un esempio tipico è abracadabra) o formule magiche.
  4. La quarta categoria è quella della divinazione, utilizzata per ricevere informazioni attraverso varie arti mantiche (come l’astrologia, la cartomanzia, la chiromanzia) oppure attraverso dei talenti propri dell’operatore (come ad esempio attraverso i presagi, o nella preveggenza e nella medianicità).
  5. La quinta categoria è quella di similitudine: il simile produce il simile, un esempio può essere quello rappresentato da alcuni popoli primitivi, i quali, prima di andare a cacciare, imitano i movimenti, i versi ed i comportamenti in genere dell’animale che desiderano catturare.

Solitamente i riti magici utilizzano una combinazione tra le diverse tecniche. Nei casi in cui il mago durante una pratica rituale ricorre all’intervento di un’entità soprannaturale, a seconda delle entità in questione, si entra nei campi della negromanzia, dello spiritismo e della demonologia, mentre l’arte di evocare potenze sovrumane benefiche (angeli, divinità, ecc.) è più propriamente chiamata teurgia.

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Il tuo lavoro e chi eri nella vita precedente!

Uomo di Leonardo
Care Amiche ed Amici, vi propongo questo “gioco” per scoprire subito chi eri nella vita precedente!

Purtroppo per chi è nato dopo il 1999, non ci sono i dati per fare i calcoli. Il gioco all’inizio sembra un pò complicato ma basta prenderci la mano, seguire le istruzioni e munirsi di carta e penna.

Per “giocare” basta conoscere la data di nascita della persona che si vuole analizzare: il sistema fornisce indicazioni sul sesso, il luogo, il lavoro e la personalità della possibile vita precedente nonché lo scopo principale di quella attuale.

INIZIAMO

Prendete in considerazione il vostro anno di nascita per individuare, con l’aiuto di questa tabella, la vostra lettera guida:

Ad esempio, per trovare la lettera guida di una persona nata il 10 giugno 1975,  considerate le prime tre cifre dell’anno di nascita guardando colonna a sinistra, e l’ultima cifra, in alto in orizzontale.
In questo caso la lettera guida risulta essere: X
Prendete nota della vostra lettera guida.

Adesso consultate la seconda tabella e cercate il vostro mese di nascita nella casella posta sotto la colonna mese di nascita.

La tabella è divisa in due parti, una a sinistra con il simbolo del sole (Sole, maschile), ed una a destra con il simbolo della luna (Luna, femminile).
Se l’incontro tra mese di nascita e la lettera guida precedentemente trovata avviene nella parte a sinistra, posta sotto il simbolo del sole nella vita precedente si era un uomo; se l’incrocio avviene nella parte a destra, si era una donna.
Nel nostro esempio Giugno s’incrocia con la lettera guida X sul lato destro, quindi la persona era una donna.

Inoltre sempre facendo riferimento alla seconda tabella,  fate scivolare il dito dalla vostra lettera guida in verticale, fino a incontrare il numero posto nella colonna in alto (numero del lavoro).
Nel nostro esempio è il numero 2.
Inoltre, accanto al mese di nascita c’è una lettera, sempre legata al lavoro (sempre nel nostro esempio è A).
Quindi annotate insieme sia il numero che la lettera quale combinazione che vi dirà a quale occupazione la persona era dedita nella sua vita precedente.
Nel nostro esempio, la persona era legata ad una occupazione 2A.

Qui potete trovare tutte le definizioni, collegate al lavoro:

1A. Tu lavoravi a confatto con la terra.
2A. Esploravi lo sconosciuto.
3A. Inventavi e talvolta facevi più lavori insieme, e le persone non sapevano dire cosa tu facessi.
4A. Tuo il veleno per la freccia e l’alchimia, e i profumi.
5A. II tuo talento era nelle tue mani, e sapevi maneggiare la vela, e costruire, e cuocere il cibo; e vivevi nomade.
6A. Tua era Parte dell’orafo, e dei gioielli.
7A. Tu eri uno stregone, un erborista, tu curavi le persone e gli animali dai loro mali.

1B. Tu eri un artigiano, e vivevi in una casa di alberi, e pescavi.
2B. Tu conoscevi le arti della topografia, e della misurazione e comprensione dei segni del cielo.
3B. Tu facevi strade, e ponti, e porti, ma anche conoscevi i segreti delle città dentro il petto dell’uomo.
4B. Guerriero e cacciatore, macellaio e pescatore e, un tempo, prete sacrificale.
5B. Tu vivevi solitario, ed eri mago e artista.
6B. Tu sapevi fabbricare le navi, e condurle, e conoscevi come trovare l’acqua nei pozzi.
7B. Tu eri esperto nell’arte della costruzione della casa, e facevi le statue degli dei.

1C. Tu lavoravi vicino agli animali e alla natura.
2C. Tu eri un capitano, un condottiero, un capo.
3C. Custodivi il tempio, e i libri sacri.
4C. Tua era la musica e la poesia, e le invocazioni magiche, e le feste nel tempio.
5C. Eri un commerciante.
6C. Vivevi solitario, monaco o recluso.
7C. Tu scrivevi e conoscevi le cerimonie rituali e della tribù.

1D. Tu curavi i piccoli animali, ed eri insegnante.
2D. Tu eri il prete, lo stregone.
3D. Tu guardavi ai cibi e agli abiti, alle cose solide, all’ossequio delle norme antiche.
4D. Tu scrivevi musiche e commedie.
5D. Eri un personaggio importante, che maneggiava molto denaro, e le vite altrui, e scriveva la storia.
6D. Eri vicino al ghiaccio, e ti occupavi di vetri, e della terra, e insegnavi.
7D. Tua era la danza, e il canto.

Sempre nella seconda tabella potete osservare che in alto c’è anche una colonna orizzontale con alcuni simboli geometrici. Questi simboli corrispondono a diversi tipi di personalità.
Il simbolo posto sopra il numero personale del lavoro è quello collegato alla vostra vita precedente.
Nel nostro esempio è il simbolo con il quadrato dentro il cerchio.

Per leggere il responso relativo alla personalità occorre però, identificare anche il numero corrispondente al luogo di nascita in cui siete vissuti nella vita precedente.

Per conoscerlo dovete consultare la seguente tabella:

Procedete nel seguente modo:

  • Individuate il vostro simbolo geometrico della personalità nella colonna verticale di sinistra.

  • Cercate fra tutti i numeri delle caselle orizzontali poste accanto al simbolo e (dopo i numeri del luogo) quello del vostro giorno di nascita.
    Quindi fate scorrere il dito verso l’alto fino a incrociare la colonna dei giorni della settimana per scoprire anche qual’è il vostro in questa vita. (nel nostro esempio è Martedi).

  • Fate poi scorrere il dito orizzontalmente verso sinistra fino a incrociare la casella con i numeri corrispondenti alle colonne luogo, tenendo presente che se nella vita precedente eravate un uomo considererete il numero posto sotto la casella luogo con il simbolo del sole , se eravate donna luogo con il simbolo della luna.
    (Nel nostro esempio il numero del luogo è 2.)

  • Annotate anche se il vostro numero del luogo di nascita è pari o dispari.

 

Adesso potete leggere qui sotto il responso relativo alla personalità della vita precedente.
Dovete considerare il vostro simbolo geometrico e  il numero del luogo (se pari o dispari)

Dispari

Sotto un volto tranquillo celavi la ribellione e cercavi il cambiamento,
ed eri un capo nelle ombre.

E grande disciplina avevi ricevuto, e celi in te più cose di quanto mostravi, e non conoscevano i segreti del tuo petto.

E tu eri sempre in movimento, e cercavi terre nuove, e talora eri solo.

 

Eri ostinato, capace della passione dell’odio, e di entusiasmo,
ed eri sicuro di te, e conoscevi le cose terrene.

 

Tu avevi il dono del distacco, e della calma, e sapevi come guarire senza avere studiato come.

 


Tu eri l’assetato di cose nuove, di mondi nuovi, e il tuo animo cambiava come le onde del mare e come le nuvole del cielo.
 

E non avevi pietà verso il tuo compagno e i tuoi schiavi,
e sapevi valutare le cose, e comandare, e dominare, e non sempre ti amavano. Pur se ammiravano la tua forza.

Pari

 
Eri attivo e pieno di ambizione, e molto lavoravi e ti industriavi,
ed eri dominante nella tua famiglia; ed eri spesso fortunato.

E tu amavi la bellezza, e tutto trasformi in bellezza e in colori.

 

Tu eri un ricercatore della verità e della saggezza, e sapevi che saresti rinato, ed eri luce agli altri.

 

Eri quello delle mani e delle cose, e non amavi ciò che è sconosciuto,
ed aiutavi i più deboli di te.

 

 

Tu eri il sadhu (saggio) errante, il mistico dalle siddhi (capacità) occulte.

 

Tu cercavi e trovavi, e studiavi, perchè il tuo sapere ti innalzasse agli occhi delle persone.

 

La tua mente conosceva come calcolare e contare le cose, tu sapevi le leggi del cielo e della terra, e le persone non ti capivano perchè eri diverso da loro, ma assai ti rispettavano.

Con il numero del luogo trovato prima, potete conoscere il Paese od il continente in cui si è vissuti nella vita precedente, consultando la tabella sottostante:

Nel nostro esempio è 2 corrispondente all’ America del Nord.

Per conoscere anche l’epoca in cui si è vissuti, invece,  basta consultare la tabella qui sotto:

Nella colonna a sinistra, individuate il vostro mese di nascita.
Fate scorrere il dito orizzontalmente fino a incrociare la vostra lettera guida (colonna orizzontale in alto): il numero che troverete è quello dell’anno nel quale siete nati nella vita precedente.

(Nel nostro esempio è il 1200 D.c)

In ultimo, dopo aver scoperto i dati essenziali di una possibile vita precedente, potete conoscere anche il destino che dovete compiere per evolvere in questa vita! Il motivo fondamentale dell’incarnazione attuale.
Dovete semplicemente rivedere la terza tabella, quella della personalità, ed individuare il giorno della settimana collegato (come spiegato prima), ad ogni giorno della settimana è collegato un simbolo che potete trovare qui sotto:

 Per i nati dall’1 all’11 del mese


Comprenderai e proteggerai la natura e i suoi doni.

 

Per tutta la vita ti sentirai diverso dagli altri uomini, perciò di loro dovrai essere guida.

 

Metterai la tua mano sulla spalla di chi soffre, e porgerai loro il tuo aiuto.
 

Tu innalzerai lo stendardo dell’amore, della felicità e dell’entusiasmo, e lo mostrerai a tutti gli altri uomini.
 


Aumenterai la tua fiducia in Brahma, e studierai e sarai saggio.

 


Darai a coloro che sono meno fortunati, ai malati e ai solitari la tua lampada di saggezza.

 


Tu studierai le antiche arti delle siddhi (poteri paranormali ottenuti attraverso la pratica della dottrina religiosa e della respirazione).

  Per i nati dal 12 al 21 del mese

Come fecero molti mahatma (grandi personaggi) del passato,
ebbene tu imparerai a essere umile, e a obbedire al dharma (legge spirituale).

 

Tu toccherai i luoghi e le persone tristi, e diverranno, più belli;
e sorriderai a tutti.

 

Cercherai e troverai un maestro, che ti spiegherà ciò che devi conoscere.

 

Abbandonerai l’ambizione, che è come un cocchio chiuso che rende prigioniero, e darai amore e bhakti (devozione), e accenderai nel cuore della gente speranza e pace.

 

Apprenderai a divenire perseverante e determinato come il guerriero, e ad affrontare le prove con spirito di vincitore.

 


Tu cercherai, troverai e userai l’unita di tutte le cose nella vita.

 

Tu come valente capo ridurrai la violenza e la discordia,
e almeno, ne capirai le cause.

 

Per i nati dal 22 al 31 del mese


Apprenderai la pazienza, la comprensione, la serenità e aiuterai con la calma le persone a te vicine.


Aumenterai la generosità e diverrai meno attaccato ai tuoi beni.

 

Porgerai la tua mano ai vecchi e ai molto piccoli.

 


Vincerai la gelosia e il pregiudizio, e insegnerai agli altri a farlo.

 

Sei qui per insegnare come avere cura degli altri, la tua vita sarà più felice quando aiuterai gli altri.

 

Deporrai il tuo egoismo come un mantello vecchio, e di quelli intorno a te avrai cura.

 

Vi è magia in ogni cosa intorno no a te, in ogni oggetto ed evento.
Tuo è il compito di vedere la magia, e di aiutare gli altri a vederla. Tu sei il mago.

Le prime volte sembra complicato ma appena si fà un pò di pratica, diventa semplice e potete divertirvi a cercare oltre la vostra di vita precedente anche quella di amici e parenti!

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Il Cerchio magico

circolo protettivo

Il Cerchio magico viene usato nei rituali che si svolgono in ambienti chiusi o aperti per risvegliare l’energia, per accumularla, per meditare, celebrare, lavorare ecc. Il cerchio magico corrisponde a una serie di esigenze che per tanti di noi praticanti è diversa. Ma il linea di massima siamo tutti d’accordo che il cerchio consente di concentrare le energie e quindi di elevare il potere. Si ritiene anche che il cerchio magico tiene lontane le energie negative, indesiderate, facendo entrare solo quelle evocate.

Cosi come sono molteplici i significati del cerchio , sono anche i modi per tracciarlo. Con passare del tempo, credo che molti di noi come me, cambiano e sperimentano vari modi. Qui pubblico quello con qui mi trovo meglio io. Ricordate sempre : ogni volta che tracciate il cerchio fattelo con reverenza, perché state per fare ciò che pochi sanno fare : camminare tra i mondi. Non avete fretta, prendetevi tutto il tempo anche perché non è un compito facile. L’evocazione di un cerchio ci deve mettere in uno stato di reverenza e non importa quante volte lo abbiamo fatto. Il Cerchio esiste al limite dello spazio e del tempo ordinario è tra i mondi del visibile e invisibile, della coscienza rappresentata dalla luce della torcia e quella della luce stellare, è uno spazio in cui le due realtà si incontrano, in cui passato e futuro si aprono a noi. Il tempo non viene più misurato, diventa elastico, fluido, una fonte turbinante in cui ci tuffiamo e nuotiamo.

E’ buona regola cominciare con una preparazione personale prima di iniziare, in fondo una volta dentro incontreremo gli Dei, e come quando dobbiamo incontrare altre persone curiamo il nostro aspetto lo si fa anche prima di un lavoro rituale. In molti raccomandano di fare un bel bagno purificatore prima. Ma io preferisco la doccia, e non solo perché è più rapida, ma anche perché è un modo di non sprecare l’acqua. Con l’aiuto della visualizzazione immagino l’acqua che lava da me tutte le tensioni e cose negative accumulate durante la giornata o nei giorni precedenti. Qualche volta quando non si può fare la doccia prima di una celebrazione, basta lavarsi le mani e il viso. Dopo la doccia a me piace vestirmi con uno dei miei abiti da sacerdotessa, ma anche dei vestiti comodi e puliti vanno più che bene. Importante è che non siano stretti e non abbiamo dei nodi. I capelli se lunghi devono essere rigorosamente sciolti. A me piace mettere anche qualche goccia di profumo o olio profumato, ma sono scelte personali e per niente rilevanti.

Una volta finiti i preparativi personali bisogna purificare bene l’ambiente. Io di solito uso un rametto di salvia che accendo, lascio bruciare per un po’ e poi spengo in modo di avere un bel fumo. Con questo rametto passo in tutta la stanza, facendo attenzione di non dimenticare gli angoli. Purifico bene anche l’altare e lo passo su di me ( o sulle altre persone se celebro con qualcun altro – dalla testa ai piedi davanti e dietro) .
Una volta purificata la stanza dispongo le candele per i punti cardinali. Io uso candele colorate
Gialla per EST, Rossa per SUD, Blu per OVEST e Verde per NORD .

Fatto questo si procede con tracciare il cerchio. Anche qui le scelte sono tante, c’è chi usa solo il dito indice , altri la mano, altri ancora la bacchetta o molti di noi usano l’athame. Qualsiasi sia lo strumento che usate, ricordate sempre che il potere è dentro di voi e lo strumento sia solo un tramite e al massimo un contenitore del VOSTRO potere.

Immagino che divento ripetitiva, ma anche la parole che si usano tracciando il cerchio sono tantissimi. Potete consultare la voce : Raccolta evocazioni – cerchio per trovare quelle che più vi piacciono e con il tempo potete usare quelle che vi vengono dal cuore e creare dei vostri evocazioni personali

L’evocazione standard di solito si fa muovendosi e tenendo in mano l’athame. Alcuni fanno un giro altri come me – tre. Importante è ricordare che si sta evocando una bolla , una sfera e non un semplice cerchio su una superficie piana. Questa bolla contiene noi e tutto ciò che desideriamo. La bolla è anche “al di sopra e al di sotto” . Quando tracciamo un cerchio, creiamo una forma di energia che serve a limitare e contenere i movimenti delle forze sottili. Nella stregoneria, la funzione del cerchio non è tanto quella di tenere all’esterno le energie negative, quanto quella di mantenere all’interno il potere cosi che possa raggiungere il culmine. L’atto di tracciare il cerchio segna l’inizio formale di un rituale, ci invita a cambiare la nostra consapevolezza e a portarla a un livello più profondo.
Ma procediamo .. con la mano protesa o con lo strumento in mano ci muoviamo intorno al perimetro del cerchio che dobbiamo tracciare recitando le parole che abbiamo scelto, e visualizzando una luce blu-azzura che esce dallo strumento e crea il nostro cerchio, partendo dall’est e girando rigorosamente in senso orario. Per finire , dopo il terzo giro, io di solito batto forte il piede per terra per suggellare il cerchio e traccio in aria un pentagramma protettivo.

A questo punto siamo pronti per evocare coloro che vogliamo dentro insieme a noi. Io comincio con le elementari. Partendo dal punto cardinale EST , accendo la candela e recito l’evocazione (consultate le pagine di evocazioni), mi sposto a SUD – accendo la candela e cosi dopo per OVEST e NORD . A questo punto si è pronti a fermarsi davanti all’altare ad evocare gli Dei o la Dea (dipende dall’occasione). E alla fine si dichiara a voce alta le intenzioni e il motivo per quale il cerchio è stato tracciato.

Per sciogliere il cerchio basta camminare in senso antiorario.

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Chiediamo agli Arcangeli per esaudire i nostri Desideri

Chiediamo agli Arcangeli per esaudire i nostri Desideri

ECCOVI LA LISTA DI TUTTO QUELLO CHE DOVETE CHIEDERE AGLI ARCANGELI. GLI ARCANGELI  SONO QUI PER AIUTARCI, e possono SOLO SE CHIEDIAMO!

Eccovi quindi la lista, segnatevela da qualche parte e condividetela con più persone care possibili!
Dobbiamo tutti sapere di loro e giovare del loro aiuto. Perchè tutti noi lo meritiamo.
Arcangelo Ariel: rivolgetevi a lui per conoscere meglio gli esseri soprannaturali, per ottenere aiuto su questioni di carattere ambientale, o per curare e guarire un uccello ferito o un qualsiasi altro animale.
Arcangelo Azrael: invocatelo affinchè affianchi i vostri defunti o i vostri cari ormai in fin di vita e perchè vi stia accanto nel vostro percorso religioso.
Archangelo Chamuel: rivolgetevi a lui per trovare un nuovo amore, nuovi amici, un nuovo lavoro o un oggetto smarrito.
Arcangelo Gabriele: invocatelo per superare la paura derivante dai rapporti con il prossimo o legata ad aspetti del concepimento, dell’adozione, della gravidanza e della prima infanzia.
Arcangelo Haniel: invocatelo ogniqualvolta desiderate aggiungere grazia e ciò che ne consegue (pace, serenità, apprezzamento per la compagnia di buoni amici, bellezza e armonia) alla vostra vita. Potete chiedere aiuto ad Haniel anche per affrontare situazioni nelle quali desiderate essere la personificazione della grazia (ad esempio, nel corso di un colloquio di lavoro o in occasione di un appuntamento galante).
Arcangelo Jeremiel: invocatelo se vi sentite spiritualmente “bloccati”  e volete ritrovare un genuino entusiasmo mentre percorrete il sentiero della fede. Jeremiel inoltre aiuta a imparare a perdonare.
Arcangelo Jophiel: invocatelo prima di intraprendere un progetto artistico, o un progetto il cui scopo è quello di rendere il pianeta più bello eliminando l’inquinamento. Chiedete a Jophiel di affidarvi incarichi in tal senso.
Arcangelo Metatron: invocatelo per qualsiasi tipo di aiuto desiderate per i vostri figli. Metraton inoltre aiuta i bambini Cristallo e Indaco a mantenere vivi i loro doni spirituali.
Arcangelo Michele: invocatelo se avete paura per la vostra sicurezza personale o se non trovate il coraggio per apportare nella vostra vita i cambiamenti necessari. Michele aiuta inoltre in caso di problemi di carattere meccanico o elettrico. Può aiutarvi a restare focalizzati sul vostro obiettivo e a darvi il coraggio per arrivare fino in fondo.
Arcangelo Raffaele: invocatelo per qualsiasi ferita o malattia che abbia colpito voi o qualcuno a voi vicino (animali inclusi). Raffaele inoltre assiste i viaggiatori, pertanto invocatelo affinchè vi assicuri un viaggio sicuro e piacevole.
Arcangelo Raguel: invocate il suo aiuto ogniqualvolta vi sentite sopraffatti o manipolati. Rivolgetevi a Raguel anche a nome di un amico vittima di soprusi.
Arcangelo Raziel: rivolgetevi a Raziel ogniqualvolta desideriate comprendere eventuali manifestazioni esoteriche (inclusi i vostri sogni).
Arcangelo Sandalphon: invocatelo per liberarvi dalla confusione spirituale, ascoltate musica rilassante e chiedete aiuto a Sandalphon per sceglierla (la musica).
Arcangelo Uriel: invocatelo ogniqualvolta vi trovate in situazioni difficili e avete bisogno di pensare con chiarezza e di trovare risposte. Uriel aiuta gli studenti che hanno bisogno di assistenza intellettuale.
Arcangelo Zadkiel: invocatelo affinchè vi aiuti a ricordare ogni cosa, inclusa la vostra essenza divina.

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Considerazione fra Scienza e Magia: Dal Cosmo ordinato alla Natura Magica

Per la mentalità greca l’idea di natura si basava su un principio incontrovertibile e immutabile cui anche la divinità era subordinata. Il dio greco non è creatore e non  può violare il cosmo, né compiere miracoli. Egli è la sacralità della natura. Dal naturalismo della filosofia greca al “dubbio del cristianesimo alla “natura come era concepita nel Rinascimento, questo studio percorre il sottile confine tra scienza e magia.

L’idea centrale che l’Antichità aveva avuto della natura è sicuramente riconoscibile nell’aforisma classico: “Natura hominum deorumque domina ” [Signora degli uomini e degli dei]. Essa come tutti i padroni è gelosa del proprio potere e non lo spartisce con nessuno, esige che si rispetti il suo primo comandamento: “Natura sequere “, ma a chi si dimostra figlio amorevole e rispettoso Essa offre, come la Madre, tutto quel che gli è necessario per la sopravvivenza. Tutte le etimologie ce la presentano come madre, nutrice e pedagoga. Increata, quindi eterna, essa ha il carattere che compete al più potente degli dei, quello a cui tutti gli altri debbono obbedienza. Di fronte a lei Moira ed Ananche e lo stesso Zeus, Padre degli dei, chinano il capo in segno di sottomissione. La sua legge è duplice: fisica ed etica nello stesso tempo; causa-effetto e colpa-pena hanno, per il greco classico, lo stesso tono epistemologico e morale: sono le leggi che governano l’ambiente fisico e quello sociale in cui vivono gli uomini e gli dei.

Sostanza delle cose che hanno in se “il principio del loro movimento” (divenire) essa rappresenta anche il primum metafisico oltre che quello teologico-morale.

Nulla ars imitari solertiam naturae potest è il secondo dei suoi comandamenti, quello che perfeziona il primo affiancando all’obbligo di seguire la legge di natura, il divieto di forzarne il corso. Robert Lenoble, con una formula suggestiva, lo ha chiamato “il tabù del naturale”. Sul piano delle forme delle mentalità lo psichico che si trasporta e si trasmette dall’individuo alla collettività ed a questi di nuovo ritorna sotto forma di norma sociale, questo tabù acquista anche le caratteristiche connotative dell’incesto. (Svelare, penetrare, violare i segreti della Natura)

Madre Natura! Quante volte questa espressione è stata ripetuta a qualificare un imprenscindibile legame di parentela viscerale! Infrangerlo significa autocondannarsi all’automatismo della pena. Seguire la natura però non esclude l’arte. L’artigiano infatti nel rispetto delle leggi di natura può imitare i prodotti della Madre e anche se i risultati resteranno di necessità molto differenti, Essa comunque guarderà il figlio con benevola condiscendenza. La suddivisione fra naturale e artificiale non è però, l’unica possibile delle suddivisioni dell’universo fenomenico. Sia pur in via di ipotesi per assurdo, al naturale e al praeternaturale può essere aggiunto l’innaturale. L’intento di salvare i fenomeni, costante nel pensiero aristotelico (come più tardi lo sarà in quello galileano) nell’accezione di spiegare le apparenze ricorrendo ad un sistema teorico in cui le cose sicut apparent vengono riportate all’universo d’oggetti della teoria e quindi dotate di loro specifiche proprietà e relazioni, non ha costretto ne la fisica aristotelica (né tantomemo la scienza galileana) ad interessarsi della salvezza dei fenomeni eccezionali, ineffabili, legati a cause occulte o a manifestazioni epifenomeniche della volontà divina. Il miracolo dovuto alla fede religiosa ed ai prodigi laici legati alla sfida contro la divinità non è né naturalia né artificialia; dal punto di vista dell’atteggiamento razionalistico, il sovrannaturale miracolante e l’innaturale miracoloso, non esistono scientificamente o, perlomeno, non hanno alcun rapporto con il mondo della Natura. Come leggere altrimenti la necessità ontologica che regge il mondo naturale, se tale necessità e tale ordine necessario può essere sconvolto in qualsiasi momento dal capriccio dell’opera prodigiosa e dall’intrusione del sovrannaturale miracolante?

Raffaello Sanzio: La Scuola di Atene (part.) affresco della Stanza della Segnatura dei Palazzi Vaticani. A sinistra Platone indica il cielo con tra le mani il libro del Timeo, mentre a destra Aristotele, che regge l'Etica, indica la terra.
Raffaello Sanzio: La Scuola di Atene (part.) affresco della Stanza della Segnatura dei Palazzi Vaticani. A sinistra Platone indica il cielo con tra le mani il libro del Timeo, mentre a destra Aristotele, che regge l’Etica, indica la terra.

La battaglia iniziata in favore della natura (affrancata da quelle divinità presenti in tutti i fenomeni, e sostituite da principi naturalistici) si trascina nel mondo greco, per più di due secoli, dai protofisici Milesi, attraverso Senofane, fino a Democrito e si conclude con Aristotele, ma era stata una battaglia in cui non era mai stato messo in dubbio da nessuno il fondamento primo: l’incontrovertibilità dell’ordine naturale. Il primo resoconto storico sul mondo era stato, necessariamente, un resoconto mitico ossia fatto attraverso la parola che racconta la meraviglia. Questo altro non è che la “potenza del favoleggiare”, l’uso magico della parola, il che è un bisogno ancor più imperioso di quanto non lo sia quello del ragionare. Non si può: invocare l’ignoranza per dar ragione dell’atteggiamento mitico, l’ignoranza non spiega nulla, mentre questo tipo di pensiero sa tutto e rende ragione di tutto; non vi sono fatti che lo scalfiscono in quanto nel riportarli all’originario li riporta ad un archè dotato di anima e di caratteristiche morali. L’ambiguità della cosmogonia platonica è solo in questa concessione al mito: il fornire l’universo di struttura fisico-matematica e nello stesso tempo di anima, ma assolutamente non accetta lo scandalo originario di tutte le visioni mitico-religiose: la creatio ex nihilo. Il pensiero greco aborre profondamente da una impostazione di questo genere, il dio greco non crea, ma ordina; egli è lo strumento per cui la legge naturale si compie in termini di perfezione. La proposizione che asserisce l’origine dell’essere dal nulla non si può, secondo gli Eleati, né pensare né tantomeno pronunciare. Ma anche nel momento in cui la cultura greca, uscita dal dramma parmenideo, era riuscita con Platone ad imboccare la strada della salvazione dei fenomeni e, quindi, a riproporre il tema dell’origine dell’universo, questa strada non ha mai percorso l’itinerario della creazione. Il dio greco è ordinatore, ma non creatore e in quanto ordinatore deve egli medesimo consentire alle leggi di natura e, di conseguenza, non gli è assolutamente permesso di violare il cosmo. Spesso i poeti ci dicono che al dio tutto è concesso e che esso tutto può, ma questo tutto è iscritto nella sfera dell’accidentale. Egli non ha alcuna possibilità di compiere il miracolo. Il più immediato dei limiti imposti al dio greco è quello di non avere alcun potere sulla morte. Nella religione greca il divino non compare che eccezionalmente quando si tratta di salvare, ammonire, punire, premiare gli uomini; esso è presente nella Natura come sua forma, essenza ed essere. Nelle altre religioni il dio combatte per il suo popolo e lo fa mettendo in gioco tutti i suoi poteri sovrannaturali, quando si presenta lo fa con quella stupefacente gravità che toglie il fiato agli astanti, egli comunica il brivido di eternità che ha l’ineffabile elevatezza e l’inimmaginabile distanza. Il dio greco, invece, è sempre presente nella storia, nei poemi omerici incombe dietro ad ogni avvenimento e nulla si fa senza che si avverta la presenza del divino. Ma questa presenza non opera mai il miracolo. Se il dio greco manca della santità degli dei degli altri popoli, manca anche dei loro poteri eccezionali. Ma a differenza di questi egli non appare mai come un che di sovrannaturale ed extrastorico. Egli rappresenta la sacralità della natura, la quale pur senza mai perdere i venerabili contorni del divino, si eleva nella sua condizione di realtà sensibile ed intelleggibile. Nulla avviene se non per la necessità fissata nelle cose; la Legge è la stessa che regola sia la polis che il periechon. E’ per questo che il mondo è intelleggibile e razionale: la città dell’uomo è governata dalla legge morale, mentre l’universo da quella fisica ossia dalle due facce della medesima “causa necessaria”. La legge è ciò che garantisce all’abitante della polis la libertà e all’universo la sopravvivenza; l’ordine che non può esistere senza la legge consente nello stesso tempo l’esistenza della polis e del cosmo.

Questa legge universale, capace di fungere da principio unificatore ed elemento ordinatore di tutto l’esistente andava rigorosamente garantita da qualsiasi tentativo di violazione. Nella antica mitologia le Erinni (le severe signore gendarmi di Dike) svolgono la funzione di personificare la potenza delegata alla difesa delle norme e, quindi, alla custodia dell’ordine naturale e sociale. L’ordine necessario è assolutamente inviolabile, esso è la legge di natura che fa si che l’universo sia regolato secondo giustizia; nessuna azione può romperlo, nessuna volontà può piegarlo, neppure il dio vi si può opporre. Quando l’uomo diventa superbo e si ingelosisce degli dei, quando l’ybrislo avvolge, allora per invidia del loro potere concepisce l’intenzione di “andare oltre”, di rompere l’ordine fissato. E’ in quel momento che scatta la ftonos, ossia la legge del contrappasso, l’ineluttabile punizione che non può mai trasformarsi in perdono perché il suo scopo è quello di ricomporre l’ordine che l’intenzione (non l’azione ) dell’uomo aveva provato ad infrangere.

Confrontata e messa in chiaro all’interno di un tale spazio prospettico, la cosmogonia del Pimandro mostra l’invalicabile distanza che separa il naturalismo rinascimentale dalla fisica dal mondo classico. La riscoperta ficiniana di Ermete e la conseguente applicazione pichiana della magia del Sermo Perfectus non possono assolutamente essere viste come un recupero della filosofia ellenica della natura, bensì come un itinerario speculare ed opposto a questa.

In definitiva un altra filosofia. Altra in particolare rispetto all’aristotelismo che, al contrario, aveva costantemente cercato di garantire l’ordine naturale.

Una interpretazione di Aristotele in abiti rinascimentali in un olio di Giusto di Gand (attivo tra il 1460 ed il 1475)
Una interpretazione di Aristotele in abiti rinascimentali in un olio di Giusto di Gand (attivo tra il 1460 ed il 1475)

Sotto questa luce si può immediatamente comprendere il perché, almeno fino alla metà del XVII secolo, sono in pochi a credere che l’edificio della filosofia classica debba essere abbattuto dalle fondamenta. In realtà la filosofia aristotelica non ha ancora stancato di convincere e, nonostante per quasi due millenni avesse trovato ovunque oppositori, alla fine risultava sempre la più convincente fra le interpretazioni sistematiche del mondo. La forza di questo grandioso sistema di filosofia naturale risultò infatti anche dalla estrema debolezza dei sistemi concorrenti, i quali commisero lo stesso errore di credere che la filosofia fosse l’unica forma di sapere sulla natura, ma a differenza di Aristotele non seppero dar ragione della Natura riportando i fenomeni ad una teoria in cui avrebbero dovuto essere ordinati secondo l’esigenza dell’universalità e della necessità il che è, in definitiva, ancora l’unico modo per risolvere l’aporia parmenidea e “salvare i fenomeni”

Nel II libro della Fisica, Aristotele aveva istituito la differenza fra l’opera della Natura e quella dell’uomo come differenza fra sostanzialità ed accidentalità: “La natura è il principio e la causa del movimento e della quiete delle cose, alla quale inerisce in primis e per sé, non accidentalmente l’essere “. Tutta la fisica aristotelica (teoria dell’essere in divenire) diventa quindi una colossale definizione del concetto di Natura. Nel IV e V libro della Metafisica tale concetto è chiarito in modo da non lasciare adito a dubbi su quel che l’Autore intende per Natura: “Sostanza delle cose che hanno in sé il principio del movimento“, mentre la fisica è detta la scienza che ha per oggetto” quella sostanza che ha in sé stessa la causa del suo divenire“.

La pietra di paragone sulla quale provare ciò che è naturale da quello che non lo è, è così stata trovata. Solo il “non esistente” può essere considerato “innaturale” Non a caso Aristotele dimostra l’inesistenza del vuoto, facendo vedere che il movimento di un oggetto nel vuoto sarebbe innaturale, o meglio che, data l’ipotesi per assurdo, esisterebbero degli enti che non tenderebbero al proprio fine, che è la realizzazione della propria forma, sostanza o natura. L’artificiale invece non sta fuori dall’ordine naturale, ma appartenendo alla sfera dell’accidentale, fa parte della Natura. L’artigiano che, però, non si limitasse soltanto a copiare la Natura, consapevole e convinto di non poterla mai raggiungere, ma che volesse, al contrario sostituirsi alla solerzia (solus ars) di Madre Natura, dovrebbe rassegnarsi alla vendetta che colpisce gli hybrizontes: il fallimento. E’ così che è solo l’intenzione ad andar contro natura e non il risultato dell’operazione. L’andar contro natura non porta alcun danno alla natura, ma solo a chi ha commesso il crimine.

La fisica aristotelica rappresenta quindi l’apice a cui giunge la visione del mondo del naturalismo classico e, fedele all’idea che è sui principi della metafisica che è possibile costruire sia la fisica che la teologia, l’aristotelico non spiegherà mai il miracolo (fatto evidentemente sempre estraneo all’atteggiamento metafisico) e, quando si troverà a non poterne fare a meno, dato che talvolta deve ammettere evidenzialmente il prodigioso, sarà costretto ad arrampicarsi sugli specchi o rifacendosi ad un disegno spirituale della Provvidenza e della Volontà divina come San Tommaso o entrando artificiosamente, come il Pomponazzi, di riportare i miracoli all’ordine naturale mediante il ragionamento che questi sono la rarissima eccezione che conferma la regola.

Due soluzioni estremamente pericolose in cui non cadono né Aristotele né gli scienziati del XVII secolo per i quali, in modo peraltro epistemologicamente corretto, ciò che non fa parte dell’universo d’oggetti della teoria non deve neppur essere preso in considerazione in quanto non “esiste”. La rottura delle basi teoriche e teoretiche, rappresentato dall’evento miracoloso, avrebbe significato, infatti, la condanna al disordine e quindi alla perdita di senso di ogni funzione cognitiva

Paradossalmente fu il massimo interprete cristiano di Aristotele colui che inserirà nella cultura occidentale il dubbio che su questo punto estremamente qualificante lo Stagirita avesse sbagliato. La Quaestio 178 della Secunda SecundaeDe Gratia miraculorum, è scritta infrangendo le stesse basi della filosofia classica. San Tommaso infatti dopo aver precisato che il miracolo è “qualcosa che va oltre le facoltà della natura”, e che la ragione per cui il miracolo avviene è per manifestare il soprannaturale“, si chiede se anche i malvagi possono compiere il miracolo“. La risposta, come noto, è negativa, dato che i veri miracoli sono fatti soltanto da Dio e per l’utilità degli uomini “. Egli però ammette l’esistenza di fatti che non sono per la verità miracoli veri e propri perché “non habent rationem miraculi ” (il sigillo divino), pur essendo fatti straordinari, prodigiosi, in grado di sconvolgere l’ordine naturale. Sono questi fatti, apparizioni soprannaturali o eventi prodigiosi, opera del Maligno il quale, in modo alquanto curioso, opera virtutem aliquarum naturalium causarum” [grazie a certe cause naturali] proprio per sconvolgere l’ordine naturale.

D’ora in poi la distinzione fra miracolo e prodigio è fissata: solo Dio può fare miracoli modificando per fini spirituali e con mezzi sovrannaturali l’ordine che egli stesso ha fissato alla natura, mentre è Satana che compie i prodigi e tramite i suoi emissari umani sconvolge l’ordine naturale con mezzi perfettamente naturali. Il problema del miracolo è giocato dalla Scolastica negli stessi termini con cui Aristotele aveva impostato la differenza fra naturale e artificiale. L’analogia è scoperta: il demonio è la scimmia di Dio, così come l’arte è la scimmia della natura e, così come l’imitazione della Natura può istituirsi soltanto sulla sfera estrinseca dell’operare, ma non su quella intrinseca dell’essere, allo stesso modo il prodigio imita il miracolo nel suo svolgersi, ma non nel suo essere.Scienza @ Magia

La ricetta con la quale furono scritte le tante demonologie del XVI secolo è di semplice esecuzione, dato che le demonologie altro non sono che teologie a rovescio (in cui Satana si sostituisce a Dio, ma solo in modo accidentale). Satana è il grande naturalista dell’epoca: conosce le virtù delle erbe e delle pietre, sa quelli che sono gli influssi degli astri, tiene viva la speranza degli uomini di raggiungere il sogno atavico della vittoria sulla natura e del dominio sugli elementi, conosce le formule e quindi sa trattare con i nomi delle cose e, di conseguenza, conosce le cose. L’emblema della Superbia (il primo cultore dell’hybris), Colui che ha tentato l’uomo affinché mangiasse dell’albero della conoscenza, è alchimista, cabalista, astrologo, negromante, geomante, piromante, idromante, aeromante, aruspice, augure, mago naturale… Egli è definito “il principe di questo mondo” ossia colui che ha pieno potere nella sfera sub-lunare. Il suo però non è un potere carismatico, ma è conquistato nella continua sfida alla natura. In questo senso egli è il padre della mentalità naturalistica e nello stesso tempo il padre del disordine, il primo assertore della formula smaragdiana: “Ciò che sta in alto è come quel che sta in basso e quel che sta in basso è come quel che sta in alto “. Nella girandola del pampsichistico non esiste un ordine da rilevare, leggi da fissare, cose da oggettivare, ma solo un fecondo disordine che va costantemente ricostituito. Ma allora quale senso dare al diffusissimo uso che il termine “naturale” ha acquisito nella filosofia del Rinascimento tanto da divenirne quasi l’aggettivo qualificativo? Marsilio Ficino dichiara che la vera magia è quella di coloro che: “sottopongono opportunamente le materie naturali e le cause naturali, onde si plasmino per una certa mirabile legge” e ancora: “.. non si parla qui di quella magia profana che si fonda sul culto dei demoni, ma della magia naturale che sfrutta i benefici influssi celesti con i mezzi naturali “. Pico della Mirandola ribadisce che l’operazione magica è il matrimonio del mondo che avviene “actuando vel uniendo virtutes naturales “.Cornelio Agrippa di Nettesheim avverte che il Mago ottiene i suoi scopi attraverso: “..la concordanza del mondo in cui le cose celesti attraggono quelle sovracelesti e le cose naturali quelle sovrannaturali grazie alla virtù che circola in tutte le cose e alla partecipazione ad essa di tutte le specie” e ribadisce che:”..s’ingannano quelli che stimano le operazioni magiche essere sovrannaturali o praeternaturali mentre provengono dalla natura e son fatte secondo natura “. Pietro Pomponazzi addirittura pensa che angeli e demoni siano costretti ad agire secondo le leggi cui sottostà il mondo naturale. Il Della Porta avverte che: “chi cerca una ragione di tutto distrugge insieme scienza e ragione ;chi non ha fede nei miracoli della natura costui cerca di distruggere la filosofia ” e ancora del mago : ” .. cava i segreti i quali stavano tutti racchiusi nel grembo della natura “. Bacone stesso nel descrivere Nuova Atlantide dice che là vi è una casa degli inganni, una specie di laboratorio dove si apprendono tutte le arti atte a generare meraviglia tramite tecniche illusionistiche. I sapienti della Casa di Salomone, però, non ricorrono mai a queste, pur conoscendole, ma si dedicano a produrre operazioni “miracolose” per via naturale. Il capolavoro del naturalismo rinascimentale è la rottura con il principio aristotelico che sancisce la differenza, in ordine alla diversità delle rispettive forme, fra i naturalia e gli artificialia, proclamando l’artificialità del naturale. “Per gli uomini del XVI e XVII secolo – scrive il Koyrè – tutto è naturale e nulla è impossibile a farsi, dato che la magia tutto governa e la stessa natura non è che magia operata da un Dio supremo mago 

La strada aperta da Marsilio come pia philosophia o docta religio si trova ad essere esattamente rovesciata ed il cammino è invertito. Nessuna regola esiste più, l’incoartabile eros del Pimandro, tra uomo e natura, fluisce senza limiti, l’ascesi è dimenticata, il ritorno all’Uno-Tutto è lasciato da parte, la funzione sacerdotale della magia viene superata, il massimo della soddisfazione del Mago rinascimentale gli viene dal rapporto diretto con la Natura che, da mezzo per salire a Dio, diviene fine a se stesso. L’unico principio metodologico ed epistemologico che guida il lavoro del naturalista, vuoi cultore di scienze occulte vuoi cultore di magia naturale, è l’analogia come libera associazione d’idee (reputata per una curiosa riedizione della dottrina scolastica dell’adaequatio non solo legge del pensiero, ma anche norma universale che regola tutti gli esseri). L’analogia non richiede un metodo i quanto essa stessa è metodo che si fonda sulla rottura di ogni schema, ribellione al pensiero disciplinato, libero ed incontrollato fluire della metafora: il gioco del significato che ripercorre se stesso e sul proprio cammino si ricrea in un caleidoscopio di strutture analoghe, univoche ed equivoche che tra di loro si richiamano, si elidono e si rafforzano. Non esiste nel ricettario del “sorçier” una sola prescrizione autenticamente normativa; ogni mago, astrologo, alchimista ha una sua precettistica sulla quale costruisce un ricettario che viene inevitabilmente dichiarato inefficace da tutti gli altri maghi e, nello stesso tempo, unico e infallibile dal suo estensore. Sullo schema concettuale della Divina Analogia il XVI secolo costruisce i predicati base della sua teoria fisico-naturalistica. Questi sono le simpatie e le virtù, con ciò si può poi passare a definire con precisione le proprietà e le relazioni fra i fenomeni. Ma nessuno dei maghi del Rinascimento è disposto ad ammettere che i miracoli della magia rappresentano una violazione alle leggi naturali: “La magia naturale è dunque quella – scrive Cornelio Agrippa – la quale avendo contemplato la forza di tutte le cose naturali e celesti e con curiosa diligenza il loro ordine, in tal modo pubblica le nascoste e segrete possanze di natura copulando le cose inferiori con le superiori …. per una scambievole applicazione di quelle; di maniera tale che spesse volte di qui ne nascono stupendi miracoli non tanto per l’arte quanto per la natura ala quale quand’ella opra di quelle cose, quest’arte si da per ministra. Perciocchè i magi come diligentissimi esploratori della natura conducendo quelle cose che sono preparate da lei, applicando gli attivi ai passivi, spessissime volte innanzi il tempo ordinato dalla natura producono effetti quali dal vulgo sono ritenuti per miracoli sendo però opere naturali non intervenendo altro che la sola anticipazione del tempo: come se alcuno facesse nascer rose nel mese di marzo o crescer l’uve mature ..” Ma da una attenta lettura del De Occulta Philosophia il suo è, invece, un dichiarato progetto di conquista dell’onnipotenza: “Penetrare successivamente in ciascuno dei tre mondi e giungere fino al mondo archetiipo animatore … e godere non solo delle virtù possedute solo dalle cose più nobili, ma conquistarne di nuove e sempre più efficaci … Conseguire tanta forza attrattiva, ottenere sempre più mirabili e grandiose opere si da ascendere a tale perfezione da divenir simili al figlio di Dio, trasformarsi nella immagine stessa di Dio ed essere con lui una cosa sola “. A tal fine non rifugge dal ricorrere a tutte le tecniche che Marsilio reputava vietate e Pico dichiarava vane e sciocche, quali la stessa magia cerimoniale. La terza parte della sua famosissima opera è appunto dedicata ad una magia che non disdegna tra l’altro l’esorcismo, l’invocazione dei demoni e la necromanzia.

Cornelio Agrippa di Nettescheim (1486-1535) uno dei più importanti maghi-scienziati della rinascenza.
Cornelio Agrippa di Nettescheim (1486-1535) uno dei più importanti maghi-scienziati della rinascenza.

L’abate Tritemio scrive un’opera, la Steganographia, in cui si insegna ad evocare gli angeli (e con qualche lieve modifica i demoni) dei vari distretti. A differenza di Marsilio che dalle Gerarchie celesti dello pseudo-Dionigi aveva tratto soltanto la rete dei collegamenti fra la Trinità, le Intelligenze angeliche e le Sfere, ma si era piamente interessato (dal punto di vista operativo ai soli pianeti), Tritemio insegna a mettersi in contatto telepatico con gli Spiriti celesti ed a carpir loro, anche loro malgrado, i segreti dell’Universo. J. Dee, il matematico elisabettiano riscopritore di Euclide, si dedica con l’aiuto del ciarlatano Edward Kelley, all’evocazione degli spiriti dei defunti. Gerolamo Cardano, forse il più geniale degli algebristi moderni, spazia tutti i campi del magico ed usa la matematica anche come tecnica strumentale per le sue pratiche astrologico-cabalistiche. Il medico Jean Fernel, uomo di non indifferente statura clinica, applica l’astrologia alla terapeutica (cosa peraltro consueta ad ogni medico), ma vi aggiunge talismani, evocazioni e formule. Anche Michele Serveto (condiscepolo di Vesalio) al quale si attribuisce la prima idea della circolazione polmonare, non ha alcun ritegno a dedicarsi alla magia. Tra i grandi astronomi dell’epoca non vanno taciute le scoperte simpatie magico-astrologiche di Tycho, Digges, Regiomontano e Keplero; tra i matematici quelle di Cardano, Dee e Copernico; tra i filosofi quelle di Bruno, Pomponazzi e Campanella; tra i medici quelle di Fernel, Serveto, Fracastoro e Paracelso; fra i fisici di Gilbert e Della Porta e fra gli ingegneri Besson e Salomone di Caus indulsero alle tematiche e alle tecniche della magia. Sono questi alcuni dei nomi più importanti (e non abbiamo citato gli artisti) della “filosofia naturalistica” e dello stesso tempo della “scienza” del XVI e degli inizi del XVII secolo.

Il caso del Somnium di Keplero, spesso sottaciuto o solo accennato nelle storie della scienza, è al riguardo emblematico. Opera autobiografica e non certo solo di fantasia, il Somnium ci racconta la filiazione culturale del padre dell’astronomia e dell’ottica moderna. Egli racconta che, ancor fanciullo, iniziato dalla madre, una Strega, alle tecniche della magia popolare (in effetti Katarina Kepler fu sottoposta ad un processo per stregoneria e riuscì a salvarsi grazie all’intervento del figlio), avendo smarrito alcuni talismani, viene ceduto in luogo di quelli al capitano di una nave che spesso faceva uso dei servigi della Strega; costui lo conduce all’isola di Uranisburg, dove lo vende a Tycho Brahe che lo istruisce ai segreti dell’astronomia e dell’astrologia.

E’ questa la parabola il segno emblematico di tutta la sua epoca: nell’istruzione del giovane Duracoto (lo pseudonimo scelto da Keplero) figlio naturale della Strega e figlio putativo del Dotto-Mago-Astronomo si riconosce il cammino di quell’età del mondo, breve, ma intensa che va sotto il nome di Rinascimento scientifico: un tempo in cui l’uomo è figlio della Strega e dello scienziato. Generato dall’intelligenza della fantasia, dall’eros incoartabile verso la vita, dai sogni disegnati dal desiderio, l’età della “rinascita” coltiva una struttura di fecondo disordine generale fatta però di parti rigorosamente ordinate e funzionalmente connesse.

Il rapporto Uomo-Natura che, nel Rinascimento, aveva superato il tabù dell’incesto con la Natura Madre, divenendo quasi rapporto carnale con I’Amante, si traduce, all’inizio dell’eta moderna, in un matrimonio di scarsa esaltazione poetica, ma di grande utilità pratica. Al paritetico rapporto Uomo-Natura dello splendido mito ermetico che, da Marsilio Ficino in poi viene riproposto all’occidente, corrisponde la forma dialettica del servo-padrone di Bacone: nel primo caso, in cui: “la Natura avendo accolto in se l’amato I’abbraccio e si unirono perché ardevano d’amore”, vivono e si sviluppano tutte le esaltanti fantasie inquiete e gli inappagabili desideri dell’incoartabile eros giovanile, nel secondo, l’appena conquistata maturità genera un matrimonio dove: “ars est homo additus naturae” e “naturae solum imperatur nisi parendo”.

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Lettura Tarocchi, quando effettuarla al meglio

Banchetto Lettura Tarocchi
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Tarocchi e Cartomanzia

I Tarocchi sono come dei ritratti dipinti dal destino. Anche se la verità appare velata, basta affidarsi a chi sa interrogarli nella giusta maniera e offriranno consigli preziosi in ogni momento della vostra vita.

I Tarocchi sono composti da 78 carte. Di queste, 56 (4 semi da 14) sono definiti Arcani Minori, mentre gli altri 22 sono chiamati Arcani Maggiori.

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Tarocchi: gli Arcani Maggiori

I Tarocchi sono composti da 78 carte. Di queste 56 (4 semi da 14) sono definiti Arcani Minori, mentre gli altri 22 sono chiamati Arcani Maggiori.

Qui di seguito il nome e il significato dei 22 Arcani Maggiori.

Il MattoIl Matto
Questa carta significa stravaganza, follia, promesse non mantenute, insicurezza. E’ necessario fare attenzione alle iniziative che si vogliono intraprendere procedendo solo dopo aver analizzato con cura la situazione.

Il Matto CapovoltoIl Matto Capovolto
Indica che si stanno per prendere decisioni errate e pericolose.

Il BagattoIl Bagatto
Questa carta indica abilita’, saggezza e forza di volonta’. Rappresenta la capacita’ di portare a termine quanto iniziato.

Il Bagatto CapovoltoIl Bagatto Capovolto
Indica incapacita’, mancanza di costanza e creativita’.

La Papessa
Rappresenta la saggezza, la serenita’ e l’obiettivita’. Indica capacita’ di comprendere l’autentico valore delle cose.

La Papessa Capovolta
Questa carta indica ignoranza, presunzione e incapacita’ di realizzare un compito.

L’Imperatrice
Indica fecondita’, benessere, sviluppo e capacita’ realizzativa. Puo’ anche rappresentare il matrimonio, l’eleganza, l’influenza femminile.

L’Imperatrice Capovolta
Questa carta rappresenta mancanza di interesse e concentrazione, vanita’, infedelta’ e perdita di beni materiali.

L’Imperatore
Rappresenta l’abilita’ di comandare, l’autorita’, il dominio dell’intelligenza e della ragione sulle emozioni. Indica anche successo, competenza e cultura.

L’Imperatore Capovolto
Questa carta indica la mancanza di equilibrio, l’inettitudine e la debolezza di carattere.

Il Papa
Significa bonta’, mitezza, riservatezza e timidezza ma anche culto per la tradizione.

Il Papa Capovolto
Questa carta rappresenta tensione, incapacita’ di mantenere riservatezza e fragilita’.

Gli Amanti
Questa carta indica bellezza, passione, amore e trasgressione. Rappresenta anche la fiducia in se stessi.

Gli Amanti Capovolti
Rappresenta l’inganno e le difficolta’ in amore ma anche tradimenti e bugie.

Il Carro
E’ un segnale di successo e vittoria ma anche di vendetta e avversita’ superate.

Il Carro Capovolto
Questa carta indica sconfitta, fallimento, mancata realizzazione dei propri piani e perdita improvvisa.

La Giustizia
Questa carta rappresenta l’armonia e l’equita’ ma anche le buone intenzioni la capacita di resistere alle tentazioni di usare sotterfugi.

La Giustizia Capovolta
Questa carta rappresenta l’ingiustizia, l’indecisione e il pregiudizio.

L’Eremita
Rappresenta saggezza, moderazione e prudenza ma anche solitudine e fuga dalla realta’.

L’Eremita Capovolto
Questa carta rappresenta la mancanza di esperienza e di maturita’, il fallimento dovuto a mancanza di apertura mentale.

La Fortuna
Suggerisce importanti e positivi cambiamenti, favore della sorte e progresso.

La Fortuna Capovolta
Rappresenta la cattiva sorte, il rischio, il fallimento e l’instabilita’ dovuta a cause impreviste.

La Forza
Rappresenta l’intelletto che domina sulla forza fisica, la determinazione, il trionfo dell’amore sull’odio.

La Forza Capovolta
Indica impotenza, sconfitta, incapacita’ di resistere alle tentazioni materiali ma anche incapacita’ di esercitare il potere.

L’Appeso
Indica la lotta per raggiungere i propri obiettivi, i sacrifici per portare a termine un’attivita’ ma anche la rinascita e il progresso.

L’Appeso Capovolto
Questa carta rappresenta la mancanza di costanza e dedizione, l’incapacita’ di ottenere risultati significativi.

La Morte
E’ la carta della trasformazione e del cambiamento inatteso. Puo’ anche indicare malattia e lutto.

La Morte Capovolta
Rappresenta immobilita’, infermita’ e stanchezza.

La Temperanza
Questa carta rappresenta la pazienza, l’amicizia la compatibilita’.

La Temperanza Capovolta
Indica corruzione, lotte, discordia e conflitto.

Il Diavolo
Predice violenza, passioni fatali ma anche fallimento inatteso e depressione.

Il Diavolo Capovolto
Significa liberazione dai legami, superamento del timore del proprio io e affermazione dell’amor proprio.

La Torre
Questa carta rappresenta perdita di affetti, problemi e difficolta’ dovute a cambiamenti in negativo.

La Torre Capovolta
Indica routine, noia, incapacita’ di rinnovarsi e migliorare la propria situazione.

Le Stelle
Questa e’ la carta della fede e della speranza. Fa presagire prospettive brillanti e ottimismo.

Le Stelle Capovolte
Indica disillusione, pessimismo e conclusione insoddisfacente di un rapporto personale o di un affare.

La Luna
Questa carta rappresenta incertezza, inganni, disordine ma anche nervosismo e superficialita’.

La Luna Capovolta
Indica la scoperta di un inganno prima che sia troppo tardi e la vittoria sulle tentazioni.

Il Sole
Questa carta rappresenta la felicita’, il successo e il raggiungimento dei propri fini. Indica anche appagamento e vita serena.

Il Sole Capovolto
Fa presagire solitudine e infelicita’, contrattempi e ritardi nel raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’Angelo
Questa carta rappresenta un cambiamento imminente, spesso positivo. Indica anche la capacita’ di discernimento tra molteplici scelte.

L’Angelo Capovolto
Rappresenta l’incapacita’ di agire, la mancanza di gioia e una possibile perdita economica.

Il Mondo
Questa carta rappresenta il successo in ogni iniziativa, la forza e la salute. E’ l’arcano che indica la massima positivita’ soprattutto se unito ad altre carte favorevoli.

Il Mondo Capovolto
Indica mancanza di perfezione, delusione e incapacita’ di portare a termine i propri progetti.

Qui di seguito i metodi principali usati per la Lettura Tarocchi, Clicca qui per approfondire e formulare una domanda

Metodo della Croce Celtica

Il Metodo della Croce Celtica è probabilmente uno tra i più diffusi metodi di divinazione utilizzato in cartomanzia. E’ utilizzato per fare luce su molti aspetti della vita del richiedente.

Metodo Astrologico

Nel Metodo Astrologico o delle dodici case, ogni carta viene letta come una singola entità. Ogni carta rappresenta una casa astrologica e dovrebbe essere interpretata, considerando gli aspetti positivi e negativi della casa corrispondente. Non hai bisogno di formulare una domanda, se hai scelto questo metodo.

Metodo delle Cinque Carte

Il Metodo delle Cinque Carteutilizza solo i 22 Arcani Maggiori ed è consigliato per rispondere a un quesito preciso, chiaro e netto (es Amore, Lavoro, Salute).

Metodo del Compleanno

Questo metodo è utile per avere una traccia su come realizzare gli obiettivi che si vogliono portare a termine entro il proprio compleanno successivo.

Metodo dell’Albero della Vita

Il Metodo dell’Albero della Vita è un metodo che esplora in profondità il percorso della vita del richiedente.

Metodo della Relazione

Questo metodo è utilizzato dal richiedente per esplorare la sua relazione, considerando i bisogni e le aspettative di entrambi i partner.

Pensa intensamente alla relazione con una persona specifica e quindi clicca sotto.

Richiedi un consulto Tarocchi e Cartomanzia 

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La Magia Cerimoniale

La Magia cerimoniale

No. La Magia non è la panacea a tutti i mali. Chiunque millanti di essere in grado di risolvere qualsiasi vostro problema, per ovvie ragioni vi sta mentendo. La Magia può essere applicata solo in alcuni casi. Su 100 casi, la pratica magica può essere risolutoria per solo 30-40 casi. Perchè ? Partiamo dall’assunto di base che l’unico strumento per risolvere una situazione che ci sta a cuore è la Ritualistica ! Non ci sono talismani, polveri, candele, incensi ed amuleti che possano singolarmente portare il cambiamento reale e concreto. Basti pensare che un Vero Rito Magico contiene tutti questi elementi sopracitati e molti altri in base all’occorrenza. La Ritualistica è il solo strumento che possa fungere da “mezzo” da “chiave” per sopraelevare la nostra richiesta fino all’altissimo e fino alle entità superiori. La Magia non funziona in tutti i casi in quanto prima di cimentarci in pratiche esoteriche E’ NECESSARIO E FONDAMENTALE, valutare attraverso una divinazione quante e quali possibilità di riuscita avrebbe la nostra opera, quanti interventi sono necessari, in quali tempi potremmo ottenere il risultato desiderato. Se la magia funzionasse in ogni caso, ci potremmo chiedere perchè la Signora Rossi se solo lo desiderasse non potrebbe fidanzarsi con George Clooney pur non conoscendolo, perchè il Signor Bianchi non potrebbe diventare milionario anche se è disoccupato e via discorrendo… Capiamo quindi intelligentemente che la Magia si può applicare solo in una circoscritta residualità di casi, in cui il destino ci consenta ancora per una volta di modificare gli eventi. Il destino purtroppo esiste. Chi per noi, ha delineato per bene il nostro cammino terreno ed alcuni fatti ed eventi della nostra vita riflettendoci sembrano essere stati ineluttabili. L’uomo ha solo il libero arbitrio di scegliere quale strada intraprendere, a quale porta bussare e quale porta chiudersi alle spalle. La Magia quindi è utilizzabile solo nei casi in cui il fato ci consenta ancora la possibilità di scegliere e non abbia invece deciso per noi e per il nostro percorso. Per farla breve, se una cosa non deve appartenervi, non vi apparterrà mai…. nemmeno con la Magia. Perchè se così solo fosse non parleremo più di Magia, ma di miracoli. E chi pratica l’esoterismo intelligentemente e con coscienza sa che i miracoli non sono contemplati nella vera cultura esoterica. L’unico modo per valutare la reale possibiltà di riuscita di uno o più rituali magici è la divinazione. Prima di accingervi alla scelta di un rito magico, premuratevi di richiedere una consultazione per valutare possibilità, tempi e modalità di intervento. A tal proposito è a vostra disposizione il nostro Servizio d Cartomanzia Telefonica . A volte una valutazione accurata può farvi risparmiare, tempo, denaro e speranze. Ricordiamo inoltre come la Ritualistica Esoterica segua precise regole. Tra queste, ogni praticante delle arti magiche saprà certamente che nella maggior parte dei casi le opere magiche devono essere eseguite in precise fasi lunari. Solo per fare un esempio, in luna crescente eseguiremo tutti i rituali di attrazione e propiziazione di un desiderio che ci sta a cuore, (legamenti d’amore, rituali per il denaro, il successo, la realizzazione di un’impresa etc.. ) in luna calante officeremo tutte quelle opere negative volte a danneggiare, separare, allontanare, persone e cose. In luna nuova eseguiremo invece purificazioni e aperture di cammino.  Diffidate quindi di chi pur di farvi acquistare una ritualistica vi dirà che svolgerà immediatamente “l’incantesimo” senza attenersi alle fasi lunari e al “tempo magico” dell’opera stessa.

Acquista Rituali Magici su Shop @ Magiko

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Il Nostro Materiale Esoterico

Il Nostro Materiale Esoterico

I Rituali Magici
I nostri rituali magici sono ormai diventati dei “rimedi” molto conosciuti e apprezzati dai professionisti e dai cultori delle arti magiche. Sono particolari opere magiche e spirituali in grado di propiziare la realizzazione di un desiderio che ci sta a cuore. Tutto il materiale occorrente viene scrupolosamente preparato al momento dell‟ordine e viene confezionato in appositi ed eleganti scatole. Le Ritualistiche proposte dalla nostra casa sono dei veri e propri atti di fede, le quali devono essere celebrate solo da persone competenti in materia esoterica e con forti motivazioni. Il Rito Magico o meglio l‟insieme di più rituali magici (rigorosamente e logicamente programmati e concatenati tra loro) danno origine ad un vero e proprio “intervento esoterico”; il quale si rivela l‟unica e sola chiave che permette di provocare e causare la modificazione della realtà. In questo nuovo catalogo vi presentiamo oltre 150 opere ritualistiche di Alta Magia di diverse estrazioni: Magia Salomonica, Santeria Brasiliana, Voodoo, Magia Egiziana e Magia Teurgica. Durante i vostri interventi esoterici consigliamo di scegliere quale con quale tipo di magia desiderate intervenire e seguire solo quel filone esoterico senza cambiarlo durante il percorso. La scelta del rito più adatto alle vostre esigenze vi è stato reso semplice in quanto il nuovo catalogo 2010 presenta una suddivisione della ritualistica secondo il campo di intervento.

I Talismani
I nostri Talismani sono dei condensatori di energia cosmica capaci di contenere le energie emesse da un rituale magico. Sono quindi dei veri e propri testimoni che racchiudono al loro interno energie cosmiche. Consigliamo quindi di accompagnare sempre un talismano ad un rituale magico. Tutti i nostri talismani in argento 925 sono realizzati completamente a mano uno ad uno da esperti alchimisti, e molti di essi sono richiedibili anche in puro oro 18 Kt.
Polveri, Misture ed Incensi Magici
Le nostre polveri, incensi e misture magiche sono elaborate completamente a mano nel nostro laboratorio e servono come supplemento e supporto nei rituali magici. Se usate da sole non sono determinanti ai fini della realizzazione del risultato magico.
Candele Esoteriche e Statue in Cera
La nostra gamma di candele e statue esoteriche in cera è in assoluto la più vasta nel panorama esoterico e la più copiata. Oltre 150 statue di varie dimensioni, raffigurazioni e colori. Ogni candela esoterica è colata rigorosamente a mano una ad una, e al loro interno durante la colata vengono inserite polveri erbe e essenze magiche per potenziare gli effetti delle cere.
Essense, Bagni, Fluidi e Profumi Magici
Da sempre in magia pratica le essenze e i profumi in generale sono degli elementi che non possono mancare in un rito magico. Essenze e Profumi sono in grado di far vibrare l‟energia cosmica e ci permettono all‟esoterista di entrare in contatto con le sfere superiori dell‟universo. I nostri profumi sono creati macerando erbe, polveri radici ed estratti naturali e vengono imbottigliati completamente in modo artigianale per poi essere consacrati con apposite ritualistiche.
Accessori e Oggettistica Esoterica
Il nostro Catalogo 2010 vi presenta inoltre una vasta gamma di oggettistica esoterica professionale utile e fondamentale per ogni serio professionista e cultore delle arti magiche. Abbiamo racchiuso in queste pagine il meglio degli Accessori Professionali da utilizzare nelle vostre pratiche magiche dai turiboli ai menorah, dalle vesti cerimoniali alle spade ritualistiche.
Tarocchi e Strumenti Divinatori
Shop @ Magiko vi propone un ricco ma selezionato assortimento di oltre 100 mazzi di tarocchi, sibille ed oracoli ispirati a diverse tradizioni ed epoche storiche. La nostra gamma di strumenti divinatori comprende anche sfere di cristallo, rune pendolini, Buziòs ed oracoli magici.

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